Il coraggio di essere innovatori

Nell’impero delle ideologie divulgate dal mainstream della comunicazione di massa, le semplificazioni estreme sono strumenti di manipolazione per spostare masse di consenso in tutti i settori.

Ma oggi ha ancora senso l’estremismo? Oppure è solo uno strumento nelle mani degli esperti per creare contrapposizioni sociali e culturali?

Chi scrive è profondamente convinta che gli estremismi come le semplificazioni pedestri siano semplicemente strumentali al consenso, mentre le persone di buon senso e di buona formazione culturale non ne hanno bisogno, ne capiscono le finalità deteriori e dialogano costantemente.

Ciascuno ha un sistema di valori di riferimento, ma la base del dialogo di tutte queste persone è sempre quanto è scritto nei documenti che richiamano, in varie epoche e in vari paesi, i diritti dell’uomo e del cittadino. Per noi Italiani, il testo di riferimento è la Costituzione nata dal dialogo e dal confronto onesto e civile di persone con idee diverse. La nostra Costituzione è il paradigma di riferimento.

Il rispetto è il presupposto, la conseguenza è che parole come ‘progressista’ in contrapposizione con ‘conservatore’ si svuota di senso.

È del tutto evidente che bisogna conoscere bene le vicende, in un lungo arco di tempo, di un luogo e della comunità che storicamente lo occupa prima di prendere decisioni. Questo si chiama rispetto e non è derogabile.

È giusto incentivare la ricerca, che deve essere libera sempre, ma l’uso che si fa degli esiti della ricerca non è neutrale. Bisogna avere il coraggio di dirlo.

Il progresso per il progresso, privo di un’etica, genera mostri: povertà, l’allargamento della forbice sociale, le ingiustizie in tutte le loro possibili declinazioni.

Per persone intellettualmente ed eticamente oneste non possono esistere etichette come ‘progressista’ e ‘conservatore’.

Bisogna studiare e conoscere ciò che ci circonda prima di incidervi, e bisogna usare il progresso scientifico per migliorare le condizioni di vita delle persone rispettando le persone – la loro identità, la loro storia, il loro vissuto – e l’ambiente, patrimonio di tutti.

Dunque dobbiamo essere innovatori, autenticamente e costantemente, persone attente ai mutamenti della società e non schiavi del mainstream interessato di chi per interessi personali, economici o politici, cerca di forzarci la mano manipolando le nostre coscienze con slogan.

L’innovatore esamina i problemi e cerca soluzioni; l’innovatore ha un’attenzione profonda, mai superficiale e sempre intellettualmente onesta, sul presente e sul futuro, guarda in prospettiva e anticipa e guida il cambiamento verso un mondo migliore.

Prof. Carla Vetere

Presidente di SPES